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La flora

La Sila presenta un patrimonio floristico di grande valore scientifico. La flora silana è composta da più di 900 specie. Alcune di queste sono esclusive dei rilievi calabresi, come la Soldanella calabrese e la Luzula calabra, altre sono esclusive dell'Appennino meridionale, come l'acero della varietà Acer lobelii e altre ancora sono esclusive dell'Appennino calabro-peloritano, come la Rosa viscosa.
Numerose sono le erbe officinali presenti. Ad esempio la valeriana, il sambuco, la malva, l'ortica e lo stesso pino di cui si raccolgono, per scopi medicinali, le gemme.

La fauna

Il territorio silano ospita la fauna tipica delle zone appenniniche. E' ancora presente il lupo, malgrado le persecuzioni, la scomparsa del suo habitat ideale e la rarefazione dei mammiferi selvatici che costituiscono la sua base alimentare.

Il lupo, protetto dalla legge dal 1976, nei decenni passati era in via di estinzione, ma grazie all'istituzione del Parco Nazionale della Calabria è stata possibile una ricolonizzazione. 

Attualmente è presente in Sila uno dei nuclei più consistenti di lupo dell'Appennino. Numerosa è la rappresentanza, sull'Altopiano, di piccoli predatori, in particolare il gatto selvatico e la volpe.

Diverse specie di mustelidi sono presenti in Sila anche se, per la loro rarità e per le loro abitudini notturne, è difficile avvistarli: il tasso, la martora (abile predatrice di scoiattoli), la faina, la donnola e la puzzola. Tra i roditori sono presenti il ghiro e lo scoiattolo nero, caratteristico dell'Italia meridionale.

Altri mammiferi, attualmente presenti in Sila, sono il capriolo ed il cervo, che si erano estinti all'inizio del secolo e sono stati reintrodotti, insieme al daino, dal Corpo Forestale dello Stato. Sono presenti anche il cinghiale e la lepre.

Fra la popolazione ornitologica nidificante sono presenti dei rapaci, come l'astore, lo sparviero, la poiana, il nibbio reale, il gufo reale, il barbagianni e la civetta. Tra i corvidi, diffusissima ed infestante è la cornacchia grigia, avvistabile in grandi stormi. Tra i picidi, in Sila, vivono il picchio rosso, il picchio verde ed il raro picchio nero. E' frequente osservare, nei laghi silani, anatre, svassi, aironi e gru nei periodi di migrazione.

Tra gli anfibi, oltre alle comuni rana verde, raganella e rospo, anche la salamandra pezzata e la salamandrina dagli occhiali, esclusiva dell'Appennino meridionale.

Tra i rettili è presente il ramarro verde e serpenti come la vipera, il biacco, il cervone. Il biacco è un comunissimo serpente interamente nero, non velenoso, di abitudini diurne. Il cervone è il più grande rettile dell'altopiano. Questo serpente, che può superare i due metri di lunghezza, è denominato in dialetto, "mpasturavacche" per la credenza che si nutra del latte delle mucche che attingerebbe direttamente dalle loro mammelle, dopo essersi attorcigliato alle loro zampe.

La trota fario è il pesce più diffuso nei corsi d'acqua e nei laghi silani. Inoltre, nonostante i numerosi sbarramenti dovuti agli impianti idroelettrici, ancora oggi si riescono a pescare esemplari di anguilla.

I fiumi

I principali corsi d'acqua sono il fiume Crati e il fiume Neto, i due più lunghi ed importanti fiumi della Calabria. Ad essi si associano una serie di affluenti, alcuni molto rilevanti.

I laghi

I laghi silani, tutti artificiali, sono stati realizzati nella prima metà del secolo scorso, e sono: il lago Cecita, il lago Ampollino, il lago Arvo e il lago Ariamacina. I bacini sono stati realizzati in aree particolarmente paludose, presso ampie vallate, particolarmente favorevoli nell'ospitare bacini idrici, considerando la posizione geografica e la geologia del terreno. Da segnalare è la presenza accertata di alcuni laghi del passato, estinti migliaia di anni fa a causa di forme di erosione delle loro soglie.

L'acqua

La Sila è la parte territoriale più piovosa della Calabria e si trovano su questo territorio i principali bacini idrici, vi nascono e scorrono anche i principali corsi d'acqua regionali. Gli attuali laghi silani sono tutti artificiali, realizzati nella prima metà del secolo scorso.

L'aria

Secondo recenti studi condotti dal Ricercatore Stefano Montanari, direttore del Laboratorio Nanodiagnostics di Modena, in Sila si respirerebbe l'aria più pulita d'Europa.